Zaino in spalla:
Ti guido alla scoperta della Via del Sale, da Varzi a Camogli

in collaborazione con OffBeat Viaggi

Dalle Vette dell’Oltrepò al Blu di Camogli

La Via del Sale: tra storia, crinali selvaggi e il profumo del Mar Ligure

Camminare lungo la Via del Sale non è semplicemente un trekking, ma partecipare a un rito di passaggio geografico e temporale. È un’esperienza che trasforma la fatica in contemplazione, portandoti dai silenzi delle valli padane al respiro del Mediterraneo.

Un Sentiero Scolpito dalla Storia

Per secoli, queste mulattiere sono state le arterie vitali di uno scambio prezioso. Qui transitavano le carovane cariche di  sale, essenziale per la conservazione dei cibi e per l’economia delle valli. Calpestare queste pietre significa seguire le orme di mercanti, pastori e contrabbandieri, in un viaggio che conserva ancora il fascino delle terre di confine.

Il Contrasto: Dal Bosco all’Orizzonte

Il fascino di questo itinerario risiede nella sua incredibile mutazione paesaggistica:

L’Appennino Solitario: Inizieremo tra i castagni secolari dell’Oltrepò e le praterie d’alta quota del Monte Chiappo. Qui regna la montagna “cruda”, fatta di crinali erbosi e borghi di pietra dove il tempo sembra essersi fermato.

La Metamorfosi: Giorno dopo giorno, la vegetazione cambia. Il faggio lascia spazio al pino marittimo, l’aria diventa più densa e carica di salsedine.

L’Epifania del Mare: Non c’è emozione più grande di vedere, dopo chilometri di vette, la prima scintilla di blu all’orizzonte. È il premio finale: la discesa verso Camogli, un gioiello di colori incastonato tra il monte di Portofino e il Golfo Paradiso.

Antola
Nel Parco dell'Antola
"C'è un momento preciso, sul crinale del Monte Antola, in cui l'aria della pianura finisce e inizia il respiro del mare. La Via del Sale non è solo un sentiero, ma un ponte sospeso tra due mondi. Accompagnarvi qui significa mostrarvi che la meta non è solo un luogo, ma il mutamento del paesaggio sotto i vostri passi.
Antonio Giaimo
Antonio Giaimo
Guida & Fotografo

Il Programma giorno per giorno:

Giorno 1
Varzi, panorama

Giorno 1:

L'inizio del cammino

Varzi – Capanne di Cosola

21 km;  1530 mt D+; Difficoltà: EE

Si parte forte.

Lasciamo i portici di Varzi per affrontare la tappa più dura, ma anche la più gratificante. È una salita costante che dai boschi di castagni ti porta dritto ai 1700 metri del Monte Chiappo.

Nelle giornate limpide avremo ben visibili le Alpi alle spalle e la prima linea blu del mare davanti a noi. È il momento in cui capisci perché sei partito.

Pernottamento in quota, dove l’aria è quella vera di montagna.

Monte Antola

Giorno 2

Crinali e orizzonti infiniti

Capanne di Cosola – Torriglia
24 km;  860 mt D+; 1540 mt D- ; Difficoltà: E

Questa è la giornata dei grandi spazi.

Si cammina quasi sempre in cresta, lungo lo spartiacque tra Pianura Padana e Mar Ligure. Chilometri di sentiero panoramico nel cuore del Parco dell’Antola, dove il raggio visivo non ha ostacoli.

È trekking puro, lontano da tutto. La discesa finale ci porta a Torriglia, tappa storica della Via del Sale, perfetta per ricaricare le batterie con i sapori locali.

Mucche sulla via del Sale

Giorno 3

Verso la costa

Torriglia – Uscio
23km, 610mt D+, 1065mt D-, Difficoltà E

Il paesaggio cambia pelle.

Ci innestiamo sull’Alta Via dei Monti Liguri: le vette appenniniche lasciano spazio a una vegetazione più bassa e ai primi scorci ravvicinati sulla costa. È una tappa nervosa, un continuo saliscendi tra boschi e piccoli borghi dimenticati.

Arriviamo a Uscio, sospesi sopra il Golfo Paradiso: il mare ora non è più un miraggio, è lì sotto che ci aspetta.

Giorno 4

Il tuffo nel blu

Uscio – Camogli
18km, 490mt D+, 890mt D-, Difficoltà E

Il traguardo
La tappa del piacere.

Entriamo nel Parco di Portofino, camminando tra pini marittimi, ulivi e corbezzoli. È quasi tutta discesa, con il mare che riempie gli occhi a ogni curva.

L’arrivo a Camogli è il finale che questo viaggio merita: dalle creste selvagge del primo giorno direttamente sul lungomare, tra le case colorate e l’odore della focaccia appena sfornata.

Un brindisi, un meritato tuffo in acqua e l’impresa è compiuta.

Oltre il sentiero

Un viaggio ricco di contrasti e di storia: l'emozione della traversata

La Via del Sale non è una semplice escursione, ma un viaggio di trasformazione che ti strappa alla routine per proiettarti su creste affilate e panorami senza compromessi.

Ecco una versione che ne esalta la forza e l’impatto emotivo, rendendola il cuore pulsante della tua proposta:

La prima tappa è la “sfida verticale” del cammino: una salita che mette a nudo la tua resistenza ma ti ripaga con un’emozione rara. Raggiungere la vetta del Monte Chiappo significa trovarsi su un balcone naturale sospeso tra due mondi, dove lo sguardo unisce le nevi del Monviso ai riflessi argentei della Corsica. In quel momento, la fatica svanisce e resta solo la vertigine di un orizzonte senza confini.

Il viaggio attraversa anche il palato, unendo le tradizioni contadine dell’Oltrepò alla cultura marinara della Liguria. Dalla forza del Salame di Varzi alla dolcezza dei canestrelli di Torriglia, fino all’abbraccio della focaccia appena sfornata: ogni sosta è un tributo a una storia millenaria in cui il cibo era moneta e il cammino una necessità.

In soli quattro giorni passerai dal silenzio sacrale dei rifugi d’alta quota al respiro vivace del porticciolo di Camogli.

È una transizione che ti cambia la pelle: parti escursionista tra le rocce e arrivi viaggiatore sul mare, concludendo l’impresa con un brindisi che ha il sapore del sale e la forza di un ricordo indelebile.

Segnavia sul Monte Antola

Cosa vedremo con lo zaino in spalla:

Camminare sulla Via del Sale significa attraversare alcuni dei corridoi ecologici più importanti del Nord Italia. Lungo gli 86 km del percorso, il nostro zaino passerà attraverso:
  • ZSC Monte Chiappo (PV/AL): “L’isola botanica d’alta quota”. Non è solo una cima, ma una Zona Speciale di Conservazione interregionale che tutela le formazioni erbose primarie. È un santuario per la flora appenninica rara, dove le specie alpine incontrano quelle mediterranee.

  • Parco Naturale dell’Alta Val Borbera (AL): “Il volto selvaggio dell’Appennino Piemontese“. Istituito nel 2019, questo parco tutela il versante piemontese del massiccio dell’Antola. È il tassello che completa la protezione del cuore della Via del Sale, garantendo la continuità dei sentieri tra le Capanne di Carrega e i crinali spartiacque.

  • Parco Naturale Regionale dell’Antola (GE): È il cuore pulsante del viaggio. Copre l’alto spartiacque tra le valli Scrivia e Trebbia, dove il paesaggio è dominato da praterie basifile e faggete monumentali, regno del lupo e dell’aquila reale.

  • Parco Naturale Regionale di Portofino (GE): “La sentinella del Mediterraneo“. L’area protetta costiera che ci accoglie nel finale. Qui il cammino cambia pelle tra le imponenti pareti di conglomerato e una macchia mediterranea primaria che profuma di mirto e corbezzolo, fino all’arrivo a Camogli.
Aree Protette dell'Appennino Piemontese
Aree Protette dell'Appennino Piemontese
Orchidee spontanee del Parco Naturale dell'Antola
conglomerato
Il conglomerato del Parco di Portofino
Verso il Monte Chiappo

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