in collaborazione con OffBeat Viaggi
Camminare lungo la Via del Sale non è semplicemente un trekking, ma partecipare a un rito di passaggio geografico e temporale. È un’esperienza che trasforma la fatica in contemplazione, portandoti dai silenzi delle valli padane al respiro del Mediterraneo.
Per secoli, queste mulattiere sono state le arterie vitali di uno scambio prezioso. Qui transitavano le carovane cariche di sale, essenziale per la conservazione dei cibi e per l’economia delle valli. Calpestare queste pietre significa seguire le orme di mercanti, pastori e contrabbandieri, in un viaggio che conserva ancora il fascino delle terre di confine.
Il fascino di questo itinerario risiede nella sua incredibile mutazione paesaggistica:
L’Appennino Solitario: Inizieremo tra i castagni secolari dell’Oltrepò e le praterie d’alta quota del Monte Chiappo. Qui regna la montagna “cruda”, fatta di crinali erbosi e borghi di pietra dove il tempo sembra essersi fermato.
La Metamorfosi: Giorno dopo giorno, la vegetazione cambia. Il faggio lascia spazio al pino marittimo, l’aria diventa più densa e carica di salsedine.
L’Epifania del Mare: Non c’è emozione più grande di vedere, dopo chilometri di vette, la prima scintilla di blu all’orizzonte. È il premio finale: la discesa verso Camogli, un gioiello di colori incastonato tra il monte di Portofino e il Golfo Paradiso.



Si parte forte.
Lasciamo i portici di Varzi per affrontare la tappa più dura, ma anche la più gratificante. È una salita costante che dai boschi di castagni ti porta dritto ai 1700 metri del Monte Chiappo.
Nelle giornate limpide avremo ben visibili le Alpi alle spalle e la prima linea blu del mare davanti a noi. È il momento in cui capisci perché sei partito.
Pernottamento in quota, dove l’aria è quella vera di montagna.

Questa è la giornata dei grandi spazi.
Si cammina quasi sempre in cresta, lungo lo spartiacque tra Pianura Padana e Mar Ligure. Chilometri di sentiero panoramico nel cuore del Parco dell’Antola, dove il raggio visivo non ha ostacoli.
È trekking puro, lontano da tutto. La discesa finale ci porta a Torriglia, tappa storica della Via del Sale, perfetta per ricaricare le batterie con i sapori locali.

Il paesaggio cambia pelle.
Ci innestiamo sull’Alta Via dei Monti Liguri: le vette appenniniche lasciano spazio a una vegetazione più bassa e ai primi scorci ravvicinati sulla costa. È una tappa nervosa, un continuo saliscendi tra boschi e piccoli borghi dimenticati.
Arriviamo a Uscio, sospesi sopra il Golfo Paradiso: il mare ora non è più un miraggio, è lì sotto che ci aspetta.

Il traguardo
La tappa del piacere.
Entriamo nel Parco di Portofino, camminando tra pini marittimi, ulivi e corbezzoli. È quasi tutta discesa, con il mare che riempie gli occhi a ogni curva.
L’arrivo a Camogli è il finale che questo viaggio merita: dalle creste selvagge del primo giorno direttamente sul lungomare, tra le case colorate e l’odore della focaccia appena sfornata.
Un brindisi, un meritato tuffo in acqua e l’impresa è compiuta.
La Via del Sale non è una semplice escursione, ma un viaggio di trasformazione che ti strappa alla routine per proiettarti su creste affilate e panorami senza compromessi.
Ecco una versione che ne esalta la forza e l’impatto emotivo, rendendola il cuore pulsante della tua proposta:
La prima tappa è la “sfida verticale” del cammino: una salita che mette a nudo la tua resistenza ma ti ripaga con un’emozione rara. Raggiungere la vetta del Monte Chiappo significa trovarsi su un balcone naturale sospeso tra due mondi, dove lo sguardo unisce le nevi del Monviso ai riflessi argentei della Corsica. In quel momento, la fatica svanisce e resta solo la vertigine di un orizzonte senza confini.
Il viaggio attraversa anche il palato, unendo le tradizioni contadine dell’Oltrepò alla cultura marinara della Liguria. Dalla forza del Salame di Varzi alla dolcezza dei canestrelli di Torriglia, fino all’abbraccio della focaccia appena sfornata: ogni sosta è un tributo a una storia millenaria in cui il cibo era moneta e il cammino una necessità.
In soli quattro giorni passerai dal silenzio sacrale dei rifugi d’alta quota al respiro vivace del porticciolo di Camogli.
È una transizione che ti cambia la pelle: parti escursionista tra le rocce e arrivi viaggiatore sul mare, concludendo l’impresa con un brindisi che ha il sapore del sale e la forza di un ricordo indelebile.





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